La triste aggressione all’EUR!
In Italia si sta diffondendo un grave clima di razzismo e intolleranza omofobica e di violenza su tutte le minoranze e le donne, di cui la politica è totalmente responsabile e a cui non riesce a dare risposta!
Roma come capitale di questa nazione e di questa politica ne è protagonista principale con l’ennesimo episodio di violenza che, dopo donne e immigrati, tocca, ancora una volta, la comunità omosessuale.
La grave aggressione a tre ragazzi all’uscita di una serena serata al Gayvillage è avvenuta intorno alle 5 del mattino di sabato 22 agosto quando ormai tutto il personale era andato via a dormire per risvegliarsi intorno alle 2 del pomeriggio ed affrontare il lavoro del sabato sera successivo come la routine di tutte le settimane.
Io personalmente ero in vacanza in Sicilia e ho ricevuto una telefonata da Wladimir Luxuria e Paola Dee intorno alle 17.
Sono rimasta scioccata e ho cercato uno tra le 3 persone coinvolte che è un mio amico e che per motivi di privacy chiamerò soltanto con V.
V. mi ha raccontato l’accaduto: era arrabbiato, spaventato e preoccupatissimo per uno dei ragazzi aggrediti, D., che era in ospedale con gravi ferite all’addome.
Come è mia consuetudine ho agito seguendo i capisaldi della mia vita:
- garantire la salute degli aggrediti: ho parlato con V. e ho chiesto prima di tutto lo stato di salute dei ragazzi. Avuto l’orario di ricevimento dell’ospedale sono immediatamente rientrata e dopo 12 ore di viaggio sono andata all’ospedale a trovarli e a parlare con i medici per accertare le condizioni degli aggrediti;
- Abbiamo cercato di capire e tutelare la sua privacy perché non sapevamo se era dichiarato o meno in casa, e se i suoi familiari sapessero che era a Roma al Gay Village.
- garantire la sicurezza: ho cercato, invano ahimè, l’Ispettore di Polizia Giuseppe Putteo che segue il caso per capire se avevano già individuato i responsabili e per capire con loro, come faccio sempre, quale fosse la migliore azione per non intralciare le indagini. In tutti i miei anni di militanza mi è capitato spesso di seguire casi di omicidi e omofobia e ho sempre concordato le azioni con le forze dell’ordine, proprio per agevolare le indagini. A volte il silenzio aiuta più del clamore e dei media! Sin dall’inizio della manifestazione, cioè da 8 anni, investiamo più di 250.000 euro ogni anno, oltre 2 milioni di euro in totale, con oltre 60 addetti (per anno) alla sicurezza interna e perimetrale. Purtroppo l’episodio è accaduto a Gay Village spento e a distanza di oltre 500 metri dall’ingresso, per cui gli addetti alla sicurezza notturna non hanno visto né sentito nulla;
- garantire l’intervento delle istituzioni: ho allertato l’assessore alla Cultura Umberto Croppi e il Gabinetto del Sindaco per chiedere il loro intervento a sostegno dei giovani e dei loro familiari e per garantire l’arresto immediato dei colpevoli;
- abbiamo organizzato l’ospitalità per la famiglia di D., aiutando il padre ed il fratello a sistemarsi in un albergo e quotidianamente gli siamo stati accanto in ospedale, che era molto ben presidiato da Arcigay;
Non fa parte del nostro modo di agire strumentalizzare e fare sciacallaggio sulle tragedie umane, riteniamo che sia dovere di tutti e senso di responsabilità non creare tensione e panico ideologico ma lavorare per la conoscenza contro la paura, il panico e la strategia del terrore e per garantire il benessere di tutti.
Abbiamo chiesto che al più presto ci sia una legge contro l’omofobia che permetterebbe di punire gli aggressori con l’aggravante del reato di omofobia e permetterebbe, soprattutto, di far punire non soltanto le violenze fisiche fatte su due dei giovani ma anche le violenze psicologiche subite da tutti e tre!
Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il Sindaco di Roma a nome di tutte le associazioni per discutere ed elaborare insieme un piano sulla sicurezza.
Abbiamo chiesto, insieme alle istituzioni, che l’aggressore venga arrestato con i suoi complici. Infatti, non essendo stato colto in fragranza di reato, non è stato arrestato. Se nella zona ci fossero state le telecamere di sorveglianza, questo cavillo non ci sarebbe stato e l’aggressore e i suoi complici sarebbero già in carcere.
La pressione di tutti ha avuto successo perché l’aggressore, finalmente, è stato arestato!
Abbiamo chiesto che il Gay Village possa essere organizzato in maniera definitiva in un’area adeguata e permanente, non affossato in mezzo a tante altre manifestazioni, in modo da poter garantire e tutelare in maniera più adeguata il nostro il pubblico. Inoltre abbiamo richiesto l’applicazione delle telecamere per la videosorveglianza e più volanti della Polizia e dei Vigili Urbani. L’area di quest’anno, a differenza dello scorso anno è compressa in mezzo a molte altre che convogliano sull’area pubblici troppo eterogenei e difficili da controllare.
Sono molto affranta per tutto quello che è accaduto e farò di tutto perché episodi come questo non possano riaccadere mai più!
Imma
vai avanti così, nelle tue lotte. Davvero mi piace il tuo modo di pensare, il valore della "libertà" di cui sei portatrice.
Vorrei un'Italia più giusta, perché il mondo sia davvero di tutti. Questo lo dice un "etero".