Ieri, nello stesso giorno in cui la questura ha confermato che il Gay Pride in programma a Roma sabato non potrà concludersi, come da programma, in piazza San Giovanni, a causa della concomitanza con un coro sacro all'interno della basilica (sarà ora la stessa questura a proporre agli organizzatori un'altra sede dove chiudere la manifestazione) si è svolto anche l'atteso convegno «Gay Pride made in Italy, quale modello?», atteso e importante, al di là degli interventi dei singoli relatori, soprattutto per il luogo in cui è stato ospitato.
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Era infatti la prima volta che un dibattito sull'omosessualità (di questo si è trattato al di là del tema Pride strettamente in oggetto) veniva ospitato in una sede istituzionale come il Campidoglio, a fresca guida centrodestra. Un convegno — organizzato dalla presidente del «Di'Gay Project» Imma Battaglia — che per molti versi ha «sparigliato», non solo cercando di evitare banalizzazioni e luoghi comuni su un tema in realtà assai complesso, ma anche politicamente.
L'incontro ha infatti ottenuto quel patrocinio di giunta (assessorato alle Politiche culturali) che Alemanno ha invece negato al Pride. E analogo patrocinio è stato concesso anche dalla Provincia. Parlare quantomeno di un'attenzione bipartisan al tema sarebbe forse esagerato, ma è indubbio che anche le presenze tra i relatori di ieri (tra cui storici, sociologi, giornalisti) destavano attenzione anche per la loro composizione non scontata: una giornalista fuori dagli schemi come Maria Giovanna Maglie a moderare, un deputato del Pdl (Benedetto Della Vedova, non nuovo ad aperture sui temi lgbt) e una deputata del Pd (Paola Concia, che sul Pride ha detto: «Ora il comitato sta decidendo per un'altra piazza, forse piazza del Popolo». E ancora, un assessore di Alemanno, Umberto Croppi («Sui Dico e sulle coppie di fatto c'è stato un dibattito viziato da due opposizioni addirittura convergenti nella loro diversità, discutiamone con dovuta serenità») e un assessore provinciale di Sinistra democratica, Cecilia D'Elia.
E. Sa.
Fonte: Corriere della Sera