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LE PARI OPPORTUNITÀ SONO DI TUTTI
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Le pari opportunità, come il nome stesso indica, devono riguardare tutti i cittadini e le cittadine italiane, indipendentemente dal numero di discriminazioni subite. Metterla sul piano numerico, significa svalutare e fare una guerra tra le diverse situazioni di disagio e discriminazione che la popolazione italiana subisce.

Non so poi quali siano gli amici gay del Ministro Carfagna, ma come associazione lgbt riceviamo centinaia di richieste e di email di di natura psicologica e legale, riguardante discriminazioni subite al lavoro, così come in famiglia, e queste persone hanno come unico punto di riferimento la comunità lgbt per avere un minimo di sostegno.

Risposte che invece dovrebbe dare lo Stato, in particolare il Governo e il Ministro alle Pari Opportunità nella lotta all'omofobia e alla discriminazione, e il Parlamento che deve, al più presto, varare una norma contro l'omofobia e la transfobia, perché la situazione diventa di giorno in giorno sempre più inaccettabile.

Appunto come Ministro delle Pari Opportunità, l'on. Mara Carfagna, incontri le associazioni omosessuali e transessuali, così da conoscere realmente la situazione e i bisogni della popolazione lgbt. Abbiamo tutti il dovere di fare un passo avanti, nel rispetto delle reciproche differenze, affinché la politica non continui a calpestare la vita di milioni di persone.

Imma Battaglia
Presidente di Di'Gay Project - DGP

Riportiamo di seguito l'articolo del Corriere della Sera che riporta alcune dichiarazioni del Ministro Carfagna e le successive reazioni.

ROMA - Mara Carfagna non darà il patrocinio al Gay Pride. «Per il governo gli omosessuali non sono discriminati» spiega senza esitazioni il ministro per le Pari opportunità. Provocando la dura reazione dell'Arcigay. «Come fa il ministro Carfagna a sostenere che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali?» si chiede il presidente nazionale Aurelio Mancuso. «Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive - attacca Mancuso - perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta». Un ministro, secondo il presidente nazionale dell'Arcigay, non si occupa dei singoli casi di discriminazione, ma di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni siano evitate. Arcigay chiede quindi un incontro alla Carfagna «affinchè possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali. Per questo sarebbe bene che un principe la baci e la svegli».

«IL MINISTRO SPARA A ZERO» - Non è morbido nei confronti della Carfagna neanche il leader storico dell'Arcigay, Franco Grillini, secondo il quale quelle del ministro sono «battutacce da bar che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità». «Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anzichè svolgere una positiva attività di governo» dice Grillini.

«VEDA IL NOSTRO FILM SUI DICO» - «Quanto ha detto il ministro ci fa cadere le braccia» affermano i due registi del film-documentario sui Dico «Improvvisamente l'inverno scorso», Gustav Hofer e Luca Ragazzi, invitando la Carfagna a vedere la loro pellicola al Cinema Politecnico di Roma. Il ministro «si faccia un giro in Europa per constatare che il riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali è una realtà in quasi tutti i paesi membri .- dicono i due registi -. Si legga la direttiva europea del gennaio 2006 che richiede agli Stati dell'Unione di legiferare quanto prima sul riconoscimento delle coppie di fatto. L'Italia non può continuare a essere il fanalino di coda». «Il nostro film - continuano - dimostra perfettamente che c'è una situazione di discriminazione oggettiva verso le coppie omosessuali dettata dall'ignoranza imperante nel nostro paese. Una coppia come la nostra, insieme da nove anni, non è tutelata dallo stato che pure ci chiede di pagare le tasse come qualsiasi cittadino».

PRO E CONTRO - Pina Picierno, esponente del Pd e ministro ombra delle Politiche giovanili si augura che la Carfagna «ci ripensi e partecipi al Gay Pride» senza farsi «condizionare nella sua attività da visioni manichee e fuori dal tempo». Al contrario, Luca Volontè sostiene il ministro: «Brava Carfagna - dice il deputato dell'Udc -: la sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali».


2 Commenti
19-05-2008, 19:47
Ma vi sembra normale che in un paese la comunità LGBT debba lottare addirittura pure con il Ministero delle Pari Opportunità ?
19-05-2008, 18:06
Vai a casa fare la calza e impara che il ministero delle pari opportunità è di tutti senza discriminazioni io saro con orgoglio a roma il 7 giugno e il 28 a Pride Nazionale di Bologna a testa alta con orgoglio e dignita
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