Leggo e rifletto sull'editoriale del Circolo Mario Mieli di Roma, uscito sull'ultimo numero di Aut, sulla proposta dei Didore di Brunetta e Rotondi. Ho letto, a suo tempo, le dichiarazioni di Aurelio Mancuso così come le dichiarazioni di altri esponenti del movimento.
Le considerazioni fatte sono in sintesi: il centro-destra riconosce solo tre diritti in croce, senza riconoscimento della coppia in quanto tale e senza spendere un cent per le coppie di fatto. E' una proposta fondamentalmente ideologica ed è solo uno specchietto per le allodole, per chi vuole cascarci, che non risolve granché.
Inutile sprecarsi più di tanto per una proposta senza futuro: non la vuole una larga fetta del PDL, c'è disinteresse da parte del PD, e dal movimento lgbt viene pollice contro. Vabbè nulla di fatto.
Ma se questa è la conclusione, allora tutte le associazioni mettano fuori dalla porta un cartello:
"Chiuso in attesa della rivoluzione"
Perché è questa la logica conseguenza di guardare con sufficienza una proposta di legge da parte del centro-destra, e che governerà fino al 2013. E fino ad allora? Anzi andiamo anche oltre. Nelle elezioni future, sia nel caso di un secondo governo del PDL (Crozza docet) sia un futuro governo del PD (magari in alleanza con l'UDC di Casini) la musica non cambia. E si perché anche Veltroni ormai di coppie di fatto non parla proprio più.
Insomma siamo arrivati a tempi di Blade Runner senza aver portato a casa nulla. Anche perché una larga fetta di movimento che guarda con disprezzo il PDL (fascisti) e il PD (clericali), si illude o di trovare convergenze con altri movimenti (siamo nel '08 non nel '68) o di ricreare la Vera Sinistra dei tempi perduti (chiedetelo a Pasolini) o magari ci si aggrappa ad Obama (Yes they can).
Nel frattempo siamo caduti anche noi nell'errore di portare l'omofobia sul piano della sicurezza. Non l'omofobia come piaga prioritariamente culturale, di pregiudizio e di non conoscenza, ma come insicurezza fisica che si abbatte ciecamente su tutti. I singoli episodi vengono pompati e mediatizzati (in privato tutti dicono così poi in pubblico ognuno fa la sua parte), perché ci è rimasta solo l'omofobia da brandire come arma sulla politica nazionale. Ultima bandiera (sventolata male) dopo che il centro-sinistra ci ha risposto picche sulle coppie di fatto. Ma questo schema fa da stampella ad un'opposizione che o non ha rappresentanza o che sfrutta il tema dell'omofobia e del razzismo per fare opposizione politica in Parlamento. Idee concrete e alternative al centro-destra neanche a pagarle!
Poi ci scandalizziamo sulle boutade della Binetti. Politicamente scomparsa da mesi, risorge grazie alla polemica del Vaticano sul no ai preti gay, sfoderando l'arma dei gay pedofili. Cacciamo la Binetti! Come se una volta cacciata la Binetti, il PD diventi realmente laico e interessato ai nostri diritti. Lì il problema non era tanto e non solo la Binetti, ma il vuoto che c'è dentro il partito che dei gay non ne vuole sentire parlare.
Sinceramente ho un'idea diversa. Va rotto quel muro di gomma che la politica da ormai un decennio ci mette contro. Ma questo può essere realizzato solo facendo una battaglia trasversale, di incontri e di scontri, consapevoli dei mille nemici – interni ed esterni – che si oppongono ad un simile progetto. Non abbiamo né Obama né Zapatero, perciò non possiamo aspettarci che solo una parte politica legiferi per i nostri diritti. Se mai ci sarà una legge a nostro favore, ci sarà solo con un voto bipartisan tra centro-destra e centro-sinistra. Accordo non definitivo, né risolutivo di tutti i nostri problemi, ma una breccia da ampliare.
Se non convince questa linea, o non si vuole appendere il cartello "Chiuso..", qual è l'alternativa?
Marco Belfiore
Segretario DGP
Mi rifiuto di ragionare in questi termini.
Premetto che sono certo che tutti voi a DGP siete delle bravissime persone sinceramente animate solo dalle migliori intenzioni e che cercate davvero di fare del vostro meglio...e io ve ne sono grato. (Io dissento da voi ma non capisco il livore che trasuda da certi commenti. In generale colpiscono il risentimento, la rabbia, presenti in un movimento LGBT Italiano).
Il problema non é la 'linea'. Io mi scuso ma io di 'linee' non ne vedo.
Ho visto come funzionano movimenti LGBT degni di questo nome e, secondo me, in Italia un movimento LGBT degno di questo nome non c'é.
Tutto il dibattito sulle Unioni Civili copre, secondo me, un incredibile vuoto di idee e proposte.
Il problema del movimento Gay é culturale prima che di 'linea'.
Tutti i movimenti che hanno avuto successo ci sono arrivati rimettendo in discussione la Narrativa, il Discorso (Foucaultianamente parlando), Dominante.
Il movimento Gay Italiano, invece, mancando di proposte e di idee parla di politica.
Per i militanti il mondo si é fermato a Montecitorio.
Ma dopo 40 anni si sarebbe dovuto capirlo ormai che noi non contiamo nulla e che i Politici ci prendono solo in giro.
Non solo non otteniamo nulla dalla Politica ma nel frattempo i gay Italiani o scappano all'estero o comunque ignorano sempre più un 'movimento' che é ormai completamente discreditato.
Non solo! negli ultimi anni si é avuta anche una svolta a destra...é diventato cool essere Gay di destra... e ciò che é più triste é che moltissimi Gay Italiani hanno interiorizzato l'Omophobia.
Pensano che sia normale essere dileggiati, calunniati, derisi.... lo danno per scontato...spesso, loro stessi si comportano da Omophobi! e addirittura difendono gli Omophobi.
Quando vengo in Italia mi colpisce molto come parlano i miei amici...parlano male e se parlano male é perché pensano male come diceva Nanni Moretti.
Non andiamo da nessuna parte.
Giriamo a vuoto.
Good Night & Good Luck.