Roma - "Credo profondamente nella giustizia, ma non riesco a non pensare che la pronuncia della Corte costituzionale sia legata alle vicende di questi giorni sulla pedofilia e alle parole del cardinale Tarcisio Bertone". E' il commento della presidente del Di gay project, Imma Battaglia, sulla decisione della Consulta che ha respinto i ricorsi sui matrimoni omosessuali. "Non voglio credere ai gialli - prosegue - ma mentre oggi tutto il mondo insorge contro le dichiarazioni di Bertone, che tenta di coprire le colpe della Chiesa gettando fango sugli omosessuali con la solita equazione gay uguale pedofilo. Tutti in Italia si affrettano ad appoggiare il Vaticano. E casualmente oggi all'una esce la sentenza. Pensavo che avevamo scampato la strumentalizzazione elettorale intorno a questo tema" con il rinvio della decisione a dopo Pasqua "ma vedo che non siamo riusciti a scampare la strumentalizzazione sulla vicenda Chiesa e pedofilia".
"Mi chiedo - prosegue - se mai ci sarà un momento in Italia in cui si potrà discutere di omosessualità senza strumentalizzazioni. In ogni caso - aggiunge - rispettiamo la decisione della Corte. Il dibattito torna al legislatore, speriamo che non si dia spazio all'omofobia leghista. La sinistra dovrà avere un atteggiamento chiaro e non ambiguo come in passato. Si riparte dalle unioni civili".
Fonte: Apcom (14 apr 10)
E\' LA TEOLOGIA CATTOLICA CHE PREDISPONE ALLA PEDOFILIA
Una stretta educazione cattolica predispone la psiche a subire abusi di pedofilia, come la teologia predispone a compierli. La stessa messa ne è intrisa, quando rievoca il sacrificio dell’innocente sull’altare, che per trasposizione si trasforma nel sacrificio del giovane in sagrestia. Stuprare un bambino diviene, per le menti malate da teologie di morte e da ritualismi sanguinari, un atto di purificazione, diviene la metafora della messa. Forse per questo le gerarchie proteggono i loro officianti?
Al silenzio vaticano bisognerebbe rispondere come ha fatto il Senato Messicano che, nel caso di pederastia conclamata, attribuisce alla magistratura la facoltà di inabilitare i religiosi responsabili di gravi delitti contro l’infanzia.
LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
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