Io son tra color che son sospesi |
12/05/2008Pubblichiamo il comunicato stampa di Francesca Grossi in risposta alla sua sospensione da Arcilesbica per aver sottoscritto una lettera che invitava al dialogo con il Sindaco di Roma.
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questo è esattamente quello che significa muoversi nella propria quotidianità guardando solo alla distanza che c’è tra il proprio naso e il resto del mondo. Sono io che sono stufa di vivere in un paese dove la cultura delle ideologie dominati ha creato disastri alla cultura della libertà e della democrazia. Non ho la pretesa che tu, che ti annoi, conosca la mia storia personale e l’identità mia o di persone di cui parli. Ti posso assicurare che ho dato all’impegno civile e politico e pagato personalmente per essere persona di libero pensiero allergica alle logiche mafiosette anche di chi fa dei diritti civili la propria bandiera. Non è questo il luogo né mi è dovuto per raccontarti la mia vita e il mio personale e politico. Posso assicurarti che sono persona che ama la politica a tal punto da non amare chi ne abusa in nome di presunte verità ideologiche. Che dirti? Renato Farina è giornalista di grande esperienza e qualificato a tal punto, che lo si ami o no, da ritenere cosa sia per lui notizia e scrivere un corsivo o un editoriale avendo accesso liberamente a informazioni di agenzie o di giornali senza che qualcuno lo imbecchi. Ma evidentemente tu rimarrai della tua verità assoluta e incontrovertibile. Se avessi voluto da ufficio stampa (è il mio lavoro da free lance) occuparmi della vicenda grave di Francesca Grossi epurata da Arcilesbica, ti assicuro che la vicenda sarebbe stata forse, ben più nota. Ma il pregiudizio e le logiche mafiose appartengono spesso a chi accusa gli altri di adottarle. Se posso sintetizzare in due parole e parlo per me, io sono stufa di vivere in un paese dove è mestiere essere antagonisti a priori per confermarsi in ruoli associativi, di partito, politici, e per alcuni per andare in Parlamento. E soprattutto che alcuni abbiano la pretesa così di parlare di cose che mi riguardano, che riguardano anche la mia vita, come i diritti lgbt. Sono stufa. E ho il diritto costituzionale di esprimermi e cercare di evitare di morire con le piazze piene di slogan, il parlamento povero di persone che mi rappresentano, e la politica condizionata dai pensatori annoiati e viziati dal pregiudizio. Mi spiace, ma la tua noia è di quelle di chi presume di avere la verità in tasca e di sapere che il mondo gira sempre attorno a lui o lei. A volte il mondo può girare anche in un altro modo.
a chiacchiere e distintivo si va giusto al luna park. divertente, però vedi poi che fine si fa... vallo a chiedere al fausto compagno...
Non siete migliori della peggior specie di politici che abbiamo votato.
E' molto triste e questa situazione da spazio a persone senza cultura, senza storia.
Solo gli intellettuali, i grandi pensieri, le idee forti ed il lavoro di tutti i giorni potranno salvarci da questo sfacelo di cui avete una buona parte di responsabilità. E' vero, ha ragione Francesca: Alemanno e Veltroni? stessa pasta un ex-comunista che strizza l'occhio al vaticano più becero ed un ex picchiatore che strizza l'occhio agli Stati uniti di Israele. Il perchè non è nel cambiamento è nel trasformismo, malattia del secolo.
Sono altro tipo di persone che vorremo ci rappresentassero e non sui giornali ed alla televisione.
Grossi dovresti vergognarti di tutto questo casino che hai provocato e chiedere scusa alla tua associazione che tanto spazio e fiducia ti ha dato.
E per concludere complimenti alla tua compagna- ufficio stampa che senza ritegno ha messo in pasto tutto questo a un giornale come libero. Patetiche quelle lettere in cui scrive "sono la compagna di Franacesca Grossi, cosa pensereste voi davanti ad una lettera tipo Sono Silvio Berlusconi il marito di Veronica Lario o sono Sandra Leonardo la moglie di Clemente Mastella?
Forse lo fa per rientrare nei motori di ricerca così per sempre su google alnome della Grossi sarà affiancato questa vicenda della quale continua a parlare solo lei. Imma e Aurelio tacciono.
Non avete pudore e ahimè neanche intelligenza, riguardo la correttezza basta leggere i comunicati di arcilesbica per capire che vi mancaanche quella.
Buona fortuna, questa storia ci ha annoiato tutti/e.
E ancora notate come cambia la musica nel giro di un paio di settimane....
Comunicato 10/4 Battaglia per ballottaggio sindaco roma :
“Il vero nemico nel 2000 fu Forza Nuova e l'estrema destra razzista e omofoba, di cui chiedevamo fosse dichiarata l'incostituzionalità, e che invece oggi ce la ritroviamo candidata al Comune di Roma. Il rischio che corriamo oggi è che, in caso di ballottaggio, vi sia una coalizione guidata da Alemanno, con l'UDC, Storace e Forza Nuova che potrebbero vincere e governare questa città, ed è questo il vero pericolo che oggi corre la comunità omosessuale. Per noi c'è molta differenza tra Alemanno e Rutelli, una differenza storica e politica che è sostanziale”
Comunicato 24/4 Grossi per ballottaggio sindaco roma:
“La destra tace, dunque, e nemmeno è desiderabile che parli, visto che troppo spesso i suoi esponenti non danno certo mostra di poter condividere il valore della piena cittadinanza di gay, lesbiche, trans, come di poter difendere le donne da chi vuole, ancora oggi, esercitarne il controllo dei corpi, come di voler trovare soluzioni alla civile convivenza con le persone immigrate”.
Lettera ad Alemanno del 9/5 a firma di Grossi e Battaglia (e altri):
“Non possiamo non riconoscere come anche la destra italiana abbia fatto un percorso importante nello sganciarsi dall'eredità storica e politica del fascismo, dimostrando con fatti e gesti simbolici importanti – come la visita di Gianfranco Fini a Gerusalemme – di essere un forza politica democratica, che si riconosce nei valori repubblicani e nei principi della Carta Costituzionale.”
“Crediamo che ricominciare uno scontro "destra-sinistra", tra il movimento omosessuale e questa classe politica, sia non solo inutile ma anche profondamente dannoso per tutte per tutti, rischiamo di ampliare ancora di più quel solco di divisione che separa il movimento LGBT da quella parte società, rappresentata in gran parte, ma non solo, dai partiti di centro-destra. “
non siete credibili!
Ora il dibattito si sposta, verrebbe da dire meno male che c'è il pensiero leggero, leggendo i giornali e le dichiarazioni dei politici, sullo stile e sulla sobrietà. Io ho un amico milanese, per esempio, gay convivente da una vita con il suo compagno, che veste sportivo, che vota Berlusconi e che vorrebbe avere un figlio. Quando partecipa al Pride ci va vestito in jeans e maglietta. Poi ho un'altra amica trans che veste quotidianamente come se fosse tutti i giorni capodanno. Non vota da tempo. Quando va al Pride si mette ovviamente i tacchi a spillo e vestiti provocanti. Poi ho un'amica lesbica che veste executive, fa la manager. Vota a sinistra. Quando va al Pride si veste casual. Poi ho un'amica sposata con marito e figli, che veste bene ma grandi magazzini. Votava Bertinotti, ha votato per la Lega. Quando va al Pride con i figli, si mette le scarpe da ginnastica perchè se no le fanno male i piedi. Poi ho un amico gay che veste D&G soltanto. Vota la sinistra radicale. Quando va al Pride gira in pantaloncini e senza maglietta. Ma i pantaloncini sono D&G (che votano Berlsuconi). Poi... Ne vogliamo fare una questione di stile?
Già, totalmente d'accordo. Mentre ci sono persone che stanno rimarcando le ideologie secondo le quali la sinistra ama i gay, la destra li odia.
In sostanza ci aspettano 5 anni di inferno e buio totali nella speranza che nel 2013 rivinca la sinistra. E se dovesse andare di nuovo a perdere?
Ci aspettano altri 5 anni di buio totale per cui neanche un pride, neanche l'ombra di un festino gay.
Resisteremo fino al 2018 fino a quando non ci saranno di nuovo ulteriori elezioni e fino a quando il figlio di Prodi non andrà di nuovo al governo votato da tutti i gay e non approverà nemmeno una legge-truffa tipo quella dei "dico" come ha fatto il papà.
Ma almeno il figlio di Prodi avrà dichiarato di non voler riaprire i gulag: il che in effetti mi sembra una bella conquista.
Non ci tocca altro che resistere quindi? Mi sembra questo il nostro ineluttabile destino.
http://www.actiondiritti.com/content/view/110/1/
Tra le prime righe si legge: "Quindi mettiamo da parte l’ideologia e proviamo a fare un ragionamento serio, sapendo che per i prossimi anni sarai Sindaco anche di questa parte importante della città."
Mo anche Action si è svenduta ad Alemanno??? Non viene in mente che ci sono più soggetti che stanno cercando di de-ideologizzare il dibattito pubblico e stare sul concreto, consapevoli di chi è l'interlocutore?
certo non sarà merito dei qualunquisti e dei trasformisti locali.
Il tuo (e quello di arcilesbica) è integralismo cieco e a sua volta razzismo. Dicesi: ripagare con la stessa moneta chi ti offende. In altri casi dicesi: guerra.
Quindi la linea di dialogare con le istituzioni governate dal centro destra è valida. Ma allora perché la Grossi è stata buttata fuori? Forse dava fastidio alle lesbiche dell'Arcilesbica? Questa storia è assurda. Oltre che incivile. Spero presto che in molti e molte se ne rendano conto.
Ti auguro di rientrare Francesca, se è questo che speri. Perché se lo speri significa che in quell’associazione ci credi ancora e se ci credi ancora significa che tra quelle ragazze non ci sono soltanto quelle che esprimono questi giudizi infantili davvero così sterili: “…guidata invece da presunzione e da ricerca di notorieta' personale”, ma ci sono anche persone che ti apprezzano e che hanno fiducia in te.
Altre ti cercheranno se arcilesbica non lo farà per sentire la tua opinione; come ti cercherò io se avrò bisogno di un consiglio.
Perché sei una persona matura e hai qualcosa in più che molte di noi non avranno mai: la saggezza che hai sviluppato da madre, una cosa che ti rende preziosa.
mi trovo in questa spiacevole situazione in cui ormai sono considerata la strega da mettere all'indice dell'inquisizione dell'ufficialità dell'associazione di cui ho la tessera - fino a che non me la strappano definitivamente - Arcilesbica. Sono rea di avere espresso una posizione politica di dialogo per altro espressa con una parte importante del movimento LGBT, Arcigay Nazionale e Roma e Di Gay Project. Sono accusata e attaccata anche sul piano personale di carrierismo politico e di non rappresentare il pensiero delle compagne di Arcilesbica. Non mi ero resa conto fino a ieri di far parte di un movimento associativo che aveva in sè i semi della discriminazione e dell'aggressione personale. Sono entrata a far parte di Arcilesbica sulla base di un desiderio di impegno civile e politico che potesse consentire anche attraverso il mio modesto contributo di trovare gli strumenti per un progresso dei diritti e della dignità delle persone omosessuali, transessuali, lesbiche. Avrò spero modo di chiarire all'interno di Arcilesbica la mia posizione, sperando che la persecuzione, l'ostracismo e la censura, che ormai vivo dalla campagna elettorale, non prosegua, altrimenti non sarò disponibile a subire un processo da inquisizione. Basti pensare che negli ultimi mesi miei articoli pubblicati da altri non sono neanche stati neanche inseriti nei siti istituzionali di Arcilesbica. Oggi sono considerata all'interno di Arcilesbica alla stregua di una presenzialista. Ma, lo ribadisco, il mio impegno non verrà meno all'interno del movimento LGBT. Ci sono persone e compagni che mi conoscono e che in queste ore difficili mi esprimono solidarietà. Lo scandalo di essere propositivi, di creare occasioni di dialogo e di confronto politico anche con chi è più lontano da noi, ha provocato la mia sospensione e la mia probabile espulsione da Arcilesbica. Io non sono mai stata una fascista, forse una comunista sì. Sono una sindacalista della Fiom, sono una femminista, sono una lesbica impegnata nel movimento. Ma sono, soprattutto, una persona che ha cercato di fare di sé strumento di idee e di politica attiva. E da due anni sto militando in Arcilesbica, avendo, credevo, dignità pari a chi ci si impegna da più tempo e cercando sempre un confronto rispettoso e negli ultimi tempi più propositivo, che non ha come priorità il dialogo con la destra o con la sinistra, né sistemarmi in termini politici, diversamente forse da chi vive Arcilesbica come prosecuzione di un'appartenenza politica. Ma ha come priorità cercare di fare quelle cose che ritengo possibili, e che creino uno spazio di agibilità anche politica, in un movimento LGBT che capace di rappresentare non solo chi ci sta dentro, ma anche chi ne è fuori. In tutto questo baillame di questi giorni, in cui sembra che la mia vita ora sia votata a incontrare Alemanno e nient'altro, vi assicuro è l'ultimo dei miei problemi, ma è uno dei tasselli di un percorso che ritengo necessario culturalmente e politicamente. Se penso alle mie compagne di Arcilesbica forse un merito l'ho avuto. Smuovere le acque di un'associazione ormai troppo chiusa su se stessa e di un circolo romano che si muove con fatica e stanchezza, di cui l'associazione dovrebbe tenere conto un po' di più di quanto non si sia fatto negli ultimi tempi. Ma con rammarico devo constatare che al confronto politico si sta sostituendo in queste ore l'aggressione personale. E che si voglia coprire con l'ostracismo e la violenza delle sospensioni o delle espulsioni, la mancanza di un confronto politico. Pazienza. Io certo non mi fermo, anche se provo delusione e stanchezza. Sono convinta di quella firma apposta in calce alla lettera aperta al Sindaco Alemanno, che ho apposto nel rispetto delle norme formali e sostanziali dell'associazione di cui ero Segretaria Nazionale e Presidente del il circolo di Roma, perchè sono convinta che sia nostro dovere rivendicare il fatto che siamo in democrazia e che non bisogna cedere all'ideologizzazione di posizioni, ma cercare a tutti i costi il dialogo, fino a che è possibile. E' questa la strada della nonviolenza, del confronto democratico, dell'impegno civile. E' questa forse la strada per un movimento LGBT che non può pensare più di essere auto-referenziale e di parlare solo a chi già ne fa parte. E, su questa strada, credo, ci siamo già in molti se non nel movimento, ma nella vita di tanti gay, lesbiche e transessuali. Non per svendere storie, appartenenze personali e collettive, idee, ma per dargli se possibile ancor più valore. Il valore che si deve a chi forte delle proprie ragioni non ha paura di confrontarsi e di aprire, se possibile, strade da percorrere nella convinzione di raggiungere quei diritti che se scremati da ideologie, non hanno e non devono avere aggettivi. Non sono diritti borghesi, non sono diritti sociali, non sono diritti a tutela né a garanzia. Sono diritti. Come molti a poche ore di volo da qui hanno già ottenuto. E tutto questo senza mortificare le storie personali, collettive, la cultura dell'alterità e della non omologazione, la politica. E' anche per questo che accetto di buon grado l'offerta di Maria Grazia, che ho conosciuto attraverso questo spazio messo a disposizione da a DGP, cosa che avrebbe potuto fare anche Arcilesbica e non ha fatto, e dell'associazione intitolata a Pasolini. Perchè non mi sono mai piaciute le tessere strappate che deprimono lo scambio di idee e le relazioni personali oltre che politiche. Poi accada ciò che deve. Non mi sento così importante da oppormi da sola ad un modo di pensare che mi identifica in questo momento come una persona di malaffare. Io resto me stessa a disposizione di percorsi comuni. Il mondo è grande per fortuna e non tutti cedono al pensiero unico. Con affetto, Francesca Grossi
(franzgrossi@gmail.com)
formula mieli per cui ... e ora tutt* a verona a dire NO a colture e culture di destra altro che leccatine bipartisan. viva chi non ci sta!
Cara Francesca, ci tenevo a raccontarti una cosa, ma prima faccio una premessa su come la penso in politica.
Ho militato nel PRC e nel 2005, quando Vendola fu eletto, mi candidai per sostenerlo alle amministrative del mio comune.
Quest’anno ho votato L’Arcobaleno perché ero l’unico partito che avesse chance di superare lo sbarramento e che avesse uno straccio di laicità nel suo programma.
Ho fatto parte di Arcilesbica Salento per un periodo molto breve: da Marzo a Maggio 2007.
Ho conosciuto la Dragone, e quando l’ho sentita parlare in quella maniera pesante di “lotta alla destra” mi sono scandalizzata e mi sono fatta un concetto di ArciLesbica.
Poi ho potuto assistere allo “scannarsi” via e-mail (sono ancora iscritta alla lista socie di ArciLesbica) di Francesca Polo e Titti de Simone e anche là ho potuto trarre delle conclusioni.
ArciLesbica, credo, sia fortemente dibattuta al suo interno per questioni di invidia personale.
La tua sospensione è per me l’ennesima prova. Non è una lotta alla destra per la rivendicazione dei nostri diritti. No. E’ altro…
Come hai giustamente sottolineato tu, i nostri diritti e la sconfitta dell’ignoranza presuppone il DIAlOGO con la destra non la LOTTA.
Le lotte si fanno per i salari, per gli stipendi. NON è una lotta di classe la nostra.
I diritti GLBT appartengono a tutti i ceti sociali, sono dei gay ricchi, come dei gay poveri, sono dei gay imprenditori come dei gay operai.
Per questo ho ritenuto giusto allontanarmi da ArciLesbica e fondare insieme a persone che vedono la battaglia per i diritti civili nel nostro paese una questione che prescinde dall’appartenenza politica “destra-sinistra” perché così la nostra battaglia è più incisiva.
Perché altrimenti la destra ci verrà sempre contro se noi ci radichiamo a sinistra. A parte l’odio xenofobo di quelli della Lega e di alcuni di AN, se riuscissimo a conquistare consensi in Forza Italia sarebbe meraviglioso!.
Così sono utili le dichiarazioni di Dolce&Gabbana e di Oliari per far capire a loro che ci sono gay di tutti i colori politici e non ci sono solo gay di sinistra.
Recentemente ho conosciuto Paola Concia e anche a lei dobbiamo guardare, perché anche quella è una bella sfida.
Per cui continua a lottare come sai fare tu, esci da quest’inferno di invidie e lotta serenamente.
Ti proporrò come Presidente onorario della nostra associazione “circoloPasolini” se me lo consenti.
Un Abbraccio virtuale a te e alla tua compagna. State serene.
Maria Grazia Manca
Basti vedere che qui di questo fatto si può parlare, lì no.
Stento a credere che quella persona di cui tu parli sia una persona corretta.
Avevo aperto un topic in cui parlavo di questo provvedimento di ArciLesbica e la owner mi ha risposto testuali parole: "è una questione interna ad arciLesbica e non sei *corretta* a parlarne qui.
Io le ho risposto che la linea politica di un'associazione non può essere una questione interna, e che ne avrei continuato a parlare perchè sono una persona LIBERA.
E lei per tutta risposta mi ha bannato.
Se non mi credi, prova ora tu ad aprire un Topic su Francesca Grossi di là. E vedi cosa ti succede.
Sorvolando sulla modalità probabilmente errata di porsi nei confronti dello statuto di un'associazione (con le conseguenze che sappiamo), da quando il dialogo, anche con parti avverse, è considerato inaccettabile?
Da quando un movimento che si batte per i diritti e che palesa in molteplici occasioni la propia avversione (e giustamente!) alle prepotenti e odiose prove di forza, delle quali siamo spesso nostro malgrado testimoni (se non vittime), ritiene giusto arroccarsi sulle barricate rifiutando un dialogo più che mai necessario?
Sicuramente c'è molta più possibilità di arrivare a una conquista col dialogo, certamente non con i cosiddetti muro-contro-muro (e un'infinità di esempi, anche nella storia, ne sono la prova).
Ma davvero qualcuno pensa che da questo momento in poi (diciamo per almeno 5 anni...) dobbiamo rinunciare a fare i conti con la realtà e, soprattutto, rinunciare a portare avanti opportuni tentativi per l'obbiettivo che ci prefiggiamo da anni?!?
Mettiamo in moto il cervello e pensiamoci bene!
Signore mie...siamo nel 2008 eh? :-)
"cercare rifugio nelle azioni autoritarie, senza sottoporre la propria opinione all'autorevolezza delle idee, del libero pensiero, in un dialogo civile e corretto." in questa frase parli di te stessa vero?
Avevo intavolato questa discussione su Ellexelle e sono stata bannata.
Questo è un clima più fascio del fascismo, più fascio dei fasci.
Arcilesbica vergogna!
VIVA IL DIALOGO
sentirsi serenamente nel giusto, appellandosi a regole e formalismi, mettendo in atto procedimenti punitivi, senza voler discutere nel merito, e confrontarsi sulla questione politica che la mia firma alla lettera ad Alemanno ha sollevato, significa agire mosse da moralismo ottuso, cercare rifugio nelle azioni autoritarie, senza sottoporre la propria opinione all'autorevolezza delle idee, del libero pensiero, in un dialogo civile e corretto.
Quanto alla democrazia, anche in molti paesi dove i governi sono riconosciuti come democratici, trovano spazio e legittimità violazioni dei diritti fondamentali della persona.
Francesca Grossi (franzgrossi@gmail.com)
beh ma allora un po' di buon senso lo avete!!!!!!!!!!!
spero che il dgay se ne tenga lontano il più possibile e le moderi un pochino. all'anima dell'amore per la causa lesbica.
ora solo perché a qualcuna non gli va giù una leccata ad alemanno queste vogliono i tribunali speciali di sapore fascista? imma, ma che socialista sei a tollerare queste cose sul tuo sito?
Guarda per esempio che fine ha fatto l'apertura di Alemanno a Sgarbi, che come ben sai è stato allontanato dalla Moratti a causa dell'apertura alla cultura gay.
ecco, imma, affinché una lesbica intelligente come te capisca che è l'ora di tornare al tuo socialismo:
(Affari italiani) Povero Sgarbi. Scaricato anche da Roma. "Nessun ruolo o incarico nell'amministrazione capitolina per Vittorio Sgarbi". Secondo indiscrezioni, è questa la posizione di Umberto Croppi, candidato favorito come assessore alla Cultura nella Giunta di Alemanno, in merito a possibili incarichi per l'ex assessore alla Cultura del Comune di Milano appena "scaricato" dalla Moratti.
Su questa posizione, Croppi è "irremovibile" ed è persino disposto a farsi da parte e a rinunciare all'incarico di assessore qualora le richieste di Sgarbi fossero accolte. Insomma, dopo Letizia Moratti ora è tempo di Gianni Alemanno di farsi carico del "problema Sgarbi".
tua Fan
se tu fossi davvero onesta avresti accettato il confronto all'interno di un'associazione di cui facevi parte.
Tu hai scelto invece di "giocare" da sola.
ArciLesbica è un'associazione con regole democratiche in cui l'assemblea delle socie ha il massimo del potere decisonale (meno verticistica di così).
A me, che sono in segreteria da tanti anni, è capitato a volte di essere in minoranza e ho accettato il fatto che le mie compagne (socie che vengono da tutta italia per le assemble nazionali) a maggioranza avessero una posizione diversa che è diventata quella ufficiale dell'associazione.
Perché tu ti senti così superiore da pensare di saper meglio di tutte cosa è bene per le lesbiche in italia? Chi ti ha dato il diritto di parlare a nome di donne che invece la pensano in modo diverso da te?
Sbagli se pensi che questa sia una caccia alla strega e sbaglia chi pensa che tu abbia bisogno di essere difesa.
Quello che c'è da difendere in questa brutta vicenda è la democrazia all'interno di un'associazione.
Quello che c'è da difendere sono le scelte e le opinioni di tante lesbiche che tu hai voluto scavalcare con la tua decisione unilaterale.
Avresti potuto esporre le tue idee in assemblea e chiedere che venissero votate ma tu non hai voluto rischiare...
Io sono molto serena e penso che le socie di arcilesbica abbiano fatto una scelta giusta utilizzando gli strumenti consentiti dal nostro statuto per difendere con forza la democrazia all'interno dell'associazione contro pericolosi personalismi
saluti
Eva Mamini
eva.mamini@arcilesbica.it
CP
E’ una battuta di caccia alla strega, io sono la strega, ingannatrice, arrampicatrice, malvagia e infida, che pugnala alle spalle le proprie compagne.
La mia decisione di firmare la lettera ad Alemanno e quella della segreteria di dissociarsi dalla mia firma, sono atti politici, che attengono alla scelta di condurre una battaglia per i diritti, con azioni che cercano il dialogo con le istituzioni e le forze politiche tutte, contribuendo a contrastare un clima di scontro e di violenza nei confronti delle persone, e a portare il movimento LGBT a parlare non più solo con se stesso.
Diversamente si può scegliere di restare sulle barricate e di attendere le condizioni più propizie per arrivare all’obiettivo che, noi tutti, abbiamo nel cuore, mentre la vita delle persone non trova soluzioni ai disagi ed alle ingiustizie.
Questo avrebbe dovuto aprire un serio dibattito in Arcilesbica, come sta accadendo nel resto del movimento, invece la scelta delle dirigenti è stata quella di censurarmi, senza motivare politicamente il motivo della estraneità all’iniziativa che ho portato avanti insieme ad Arcigay Nazionale, Arcigay Roma e DiGayProject.
Quanto è accaduto deve far riflettere le compagne di Arcilesbica, e le persone che seguono questa triste e assurda vicenda, su cosa significhi agire politicamente nelle associazioni, nel movimento, da parte di chi ha assunto sulla propria persona la responsabilità di rappresentare le istanze ed i bisogni di gay lesbiche e trans nella battaglia per i diritti umani e civili.
Per contattarmi: franzgrossi@gmail.com
Per confrontarsi, invece, sono sempre disponibile, via mail, via stampa, via internet, di persona, in tribunale.
grazie a dgp per lo spazio di dibattito.
Arcilesbica Roma su lettera ad Alemanno
Comunicato stampa Arcilesbica Roma
La segreteria del circolo arcilesbica di Roma si dissocia dalle azioni intraprese da Francesca Grossi poiché non condivise con nessun'altra socia del suo circolo, né con la segreteria di Roma, né con la segreteria nazionale, né tantomeno con l'organo che delibera le politiche e le azioni di arcilesbica: l'assemblea nazionale di tutte le socie.
In modo particolare ribadisce la sua totale estraneità dalla stesura, firma ed invio della lettera al sindaco Alemanno, di cui è venuta a conoscenza solo a comunicato stampa già inviato.
Per questa mancata condivisione perpetuata più volte ad unanimità l'assemblea nazionale di tutte le socie di arcilesbica ha sospeso come socia e in tutte le sue cariche Francesca Grossi che al momento non rappresenta più nessuno se non se stessa.
La diffidiamo pertanto ad usare ancora il nome dell'associazione e relative email ufficiali per inviare sue comunicazioni.
Ogni comunicazione inviata a nome di Francesca Grossi rappresenta SOLO se stessa e le sue idee e non il circolo romano di Arcilesbica.
La segreteria
Paola Biondi
Celeste Buratti
Claudia Terrei
Vanessa Schena
Non mi permetto di giudicare la sua espulsione da ArciLesbica dal momento che se questa si è verificata è espressione della maggioranza della associazione ed è una scelta che va rispettata.
Rispetto la posizione di ArciLesbica che è di chiusura totale nei confronti del sindaco di Roma, ma non la condivido affatto.
Alemanno è il sindaco dei cittadini di Roma e non solo di quelli che lo hanno votato.
L'ideologia politica non aiuta affatto alla lotta che stiamo portando avanti per i nostri diritti.
Mi dispiace vedere come tante persone mettano davanti a tutto la politica del partito e poi l'interesse dei cittadini.
Credo che Francesca abbia capito invece l'importanza di quella lettera, e sopratutto come sia mutato profondamente il panorama politico nazionale.
Mi sento di affermare che come lei ci sono centinaia di ragazzi e ragazze che si danno da fare per migliorare la vita di tutti noi senza pensare a destra o sinistra, senza avere l'arroganza di appropriarsi di una o dell'altra parte politica, perchè è una questione trasversale così come dovrebbe essere la salute dei cittadini, l'ambiente, l'istruzione.
E' facile urlare degli slogan e fare casino. Mentre credo che sia molto più difficile e per questo più prezioso creare una forma di dialogo e ripartire dall'interno del movimento stesso creando un soggetto nuovo non necessariamente politico.
Un saluto
Riccardo
Se a noi danno i diritti ma poi tolgono la legge sull'aborto li prendiamo lo stesso sti diritti? Differenza tra la sinistra e la destra c'è ancora, ce n'è poca tra gli uomini contempranei di destra e sinistra, per questo alcuni si confondono. Però il problema grossi mi sembra un altro, forse è per questo che cambia il piano dello scontro. Ma a noi che ce ne frega dei casini interni di un'associazione? C'era bisogno di fare sto comunicato? Boh.
Quello che stupisce e che secondo me è triste è che una associazine nazionale, nonostante tutto quello che sta succedendo nel paese, sia ferma su posizioni che potevano andare bene negli anni 70.
Nonostante 15 anni di strategia fallimentare del movimento, nonstante che gli elettori (e non la destra) abbia cancellato la sinistra arcobaleno e che la maggioranza del paese è da quella parte, nonostante nessun risultato raggiunto con l'appiattimento verso il solo centro-sinistra, nonostante la maggioranza delle persone glbt abbiamo votato centro-destra (quindi tutte al rogo!!), nonostante è stato dimostrato che le associazioni glbt non rappresentano affatto le persone glbt, prova ne è che non si riesce a spostare un voto, vedi il risultato di Grillini, nonostante si stia parlando di un Sindaco, quindi di un istituzione di tutti, e non di un capo partito.
Nonostante tutto ciò Arcilesbica ancora parla della "destra" da combattere... Ancora stiamo a "l'ideologia prima di tutto".
Questo si che è triste, se questa è la classe dirigente delle associazioni glbt allora veramente non si andrà mai da nessuna parte.
Ma fino a che non riusciremo ad aprire la mente del "centro-destra", a parlare con le persone e a fargli capire la "normalità" dell'essere gay ma dove andremo mai? Come mai in molti paesi il centro-destra è a favore delle unioni civili, al rogo anche loro perchè di destra?
Perchè mai Francesca Grossi dovrebbe fare del suo impegno politico promozione personale e per esempio la scrivente Cristina Gramlini no?
Non sono entrambe impegnate politicamente in Arcilesbica? O Cristina Gramolini gode di diritti di libertà di pensiero e Francesca Grossi o le altre no? O qui si toccano questioni intoccabili? Quale sia il rapporto di autonomia del presidente di un circolo o di una segretaria nazionale sono questioni vostre. Tacciare una responsabile dell'associazione che fa iniziativa politica di promozione personale è malafede, oltre che diffamazione.
Sulla questione di merito: c'è chi nasce e muore sulle barricate e chi cerca di abbatterle e parlare a tutti oltre che a quelli con la tessera di partito in tasca. Da lesbica, preferisco la seconda via. Perché altrimenti morirò senza diritti. Che si apra un dibattito pubblico allora. E che nessuno creda di avere il ruolo di giudice intoccabile.
per ogni comunicazione di libero pensiero verso Arcilesbica alessandra_filograno@yahoo.it
claudia
In modo particolare ribadisce la sua totale estraneità dalla stesura, fir ma ed invio della lettera al sindaco Alemanno, di cui è venuta a conoscenza sol o a comunicato stampa già inviato.
Per questa mancata condivisione perpetuata più volte ad unanimità l'assemblea nazionale di tutte le socie di arcilesbica ha sospeso come soci a e in tutte le sue cariche Francesca Grossi che al momento non rappresenta p iù nessuno se non sé stessa.
La diffidiamo pertanto ad usare ancora il nome dell'associazione e relative email ufficiali per inviare sue comunicazioni.
Ogni comunicazione inviata a nome di Francesca Grossi rappresenta SOLO se s tessa e le sue idee e non il circolo romano di Arcilesbica.
La segreteria
Paola Biondi
Celeste Buratti
Claudia Terrei
Vanessa Schena
Per ogni comunicazione con Arcilesbica ROMA tel. 3335300128
Francesca Grossi e' sospesa da ArciLesbica perche' ha mentito alla presidente nazionale, assicurandole che non avrebbe firmato la lettera ad Alemanno, mentre l'ha firmata e lo ha comunicato all'associazione solo dopo che era stata resa pubblica (anche il circolo ArciLesbica di Roma, di cui Grossi era presidente, e' stato messo di fronte al fatto compiuto).
L'assemblea nazionale ha giudicato il comportamento di Grossi improntato alla volonta' di imporre ad ArciLesbica una linea politica non condivisa, cioe' la linea di rinuncia alla lotta contro la destra.
La lettera ad Alemanno infatti dice in un passaggio:
"Crediamo che ricominciare uno scontro "destra-sinistra", tra il movimento omosessuale e questa classe politica, sia non solo inutile ma anche profondamente dannoso per tutte per tutti, rischiamo di ampliare ancora di più quel solco di divisione che separa il movimento LGBT da quella parte società, rappresentata in gran parte, ma non solo, dai partiti di centro-destra".
ArciLesbica ha il diritto di decidere in modo democratico la sua linea politica, senza svendere la sua storia per le avventure di una socia evidentemente incapace di attenersi alle procedure democratiche e guidata invece da presunzione e da ricerca di notorieta' personale.
Per ogni comunicazione con Arcilesbica Cristina Gramolini (347.93.08.006)



12/05/2008


chi abita la doveva vedere dalla mattina alla notte fonda uno spettacolo a dir poco degradante, mi spiace ma le liberta' di ognuno terminano ove queste vanno ad intaccare i diritti e le liberta' altrui.