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    [titolo] => Fiaccolata contro l'omofobia a Milano: serve l'unità del movimento LGBT
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<br />
Le fiaccolate ci fanno bene, ci vitaminizzano. Ma l’assenza di un programma e il numero dei partecipanti - millecinquecento che non sono le duecentocinquantamila e passa persone guidate in marcia per la libertà civili il 28 agosto del 1963 da Martin Luther King - mi preoccupano! E quel che più mi preoccupa, è questa continua insistenza nel sottolineare l’importanza dell’assenza alla fiaccolata, delle associazioni, dei partiti e dei movimenti. È vero, tra i rappresentanti di queste associazioni e partiti, alcuni sono fin troppo presenzialisti. Ma per favore non cerchiamo capri espiatori, poiché le responsabilità sono esclusivamente nostre. Mi spiego meglio: quel lunedì, nella Chiesa di Holt Street, la disperazione dell’immenso Popolo dei negri si trasformò in speranza, e trovo in Martin Luther King un capo e un metodo per arrivare alla conquista dei diritti civili. Ma la vera forza fu il Movimento formato da più di 250 mila persone, che protestando concretamente - sempre in forme e modi non violenti - ottennero i loro diritti: diritto di voto, diritto al lavoro a parità di condizioni, diritto ad incarichi governativi e altri diritti ancora. <br />
<br />
La domanda che pongo a tutti noi è: saremo noi omosessuali capaci di protestare con degli scioperi della fame e della sete per ottenere il nostro sogno al diritto di libertà civili? Seppur valide, le fiaccolate a mio giudizio non bastano: serve un programma e soprattutto la volontà di tutti di fare un passo indietro. Serve ri-trovarci tutti: associazioni, singoli e movimenti Lgbt e portare con le nostre intelligenze i giusti contributi. Quanto accaduto a Roma ancora stasera è una grave emergenza sociale: non serve e non fa nemmeno bene al Movimento il primadonnismo Lgbt. Serve invece concentrarsi e rimboccarsi le maniche, per realizzare una Piattaforma unitaria, con la richiesta al Governo di atti legislativi per la sicurezza delle persone omosessuali, ma soprattutto di politiche mirate e concretate in atti non coercitivi, volti a promuovere nelle Scuole e nella intera Società, il significato, l’importanza e il valore della convivenza civile, sociale e culturale, necessari al nostro Paese dichiarato nel Mondo democratico. <br />
<br />
<strong>Giuseppe Lo Presti</strong> <br />
consigliere comunale Vimodrone <br />
incaricato Pace e Cooperazione Internazionale <br />
cell: 338/1234487 www.giuseppelopresti.it</p>
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Archivio notizie > Fiaccolata contro l'omofobia a Milano: serve l'unità del movimento LGBT
Fiaccolata contro l'omofobia a Milano: serve l'unità del movimento LGBT
news-puzzle-rainbow09/09/2009

Alla fiaccolata contro l’omofobia organizzata con un passaparola su Facebook dal gruppo “WE HAVE A DREAM” e svoltasi a Milano martedì 8 settembre 2009, forse eravamo in mille, o forse non più di millecinquecento persone. In ogni caso, con bandiere arcobaleno e candele, da Piazza Oberdan per Corso Venezia abbiamo raggiunto San Babila, per dire no alla violenza; basta con le discriminazioni: siamo qui per riprenderci i nostri spazi urbani, il nostro diritto a vivere in sicurezza. Poi, intorno alle 23,00 la manifestazione si è conclusa. Nessun programma, nessuna organizzazione, nessun intervento: solo noi a manifestare spontaneamente, per protestare contro il tentativo di altri di toglierci i nostri sogni di libertà. Ora, fin qui tutto bene, nulla da eccepire. Ma poi? Da domattina come faccio sulle strade, a lavoro, in famiglia?

Le fiaccolate ci fanno bene, ci vitaminizzano. Ma l’assenza di un programma e il numero dei partecipanti - millecinquecento che non sono le duecentocinquantamila e passa persone guidate in marcia per la libertà civili il 28 agosto del 1963 da Martin Luther King - mi preoccupano! E quel che più mi preoccupa, è questa continua insistenza nel sottolineare l’importanza dell’assenza alla fiaccolata, delle associazioni, dei partiti e dei movimenti. È vero, tra i rappresentanti di queste associazioni e partiti, alcuni sono fin troppo presenzialisti. Ma per favore non cerchiamo capri espiatori, poiché le responsabilità sono esclusivamente nostre. Mi spiego meglio: quel lunedì, nella Chiesa di Holt Street, la disperazione dell’immenso Popolo dei negri si trasformò in speranza, e trovo in Martin Luther King un capo e un metodo per arrivare alla conquista dei diritti civili. Ma la vera forza fu il Movimento formato da più di 250 mila persone, che protestando concretamente - sempre in forme e modi non violenti - ottennero i loro diritti: diritto di voto, diritto al lavoro a parità di condizioni, diritto ad incarichi governativi e altri diritti ancora.

La domanda che pongo a tutti noi è: saremo noi omosessuali capaci di protestare con degli scioperi della fame e della sete per ottenere il nostro sogno al diritto di libertà civili? Seppur valide, le fiaccolate a mio giudizio non bastano: serve un programma e soprattutto la volontà di tutti di fare un passo indietro. Serve ri-trovarci tutti: associazioni, singoli e movimenti Lgbt e portare con le nostre intelligenze i giusti contributi. Quanto accaduto a Roma ancora stasera è una grave emergenza sociale: non serve e non fa nemmeno bene al Movimento il primadonnismo Lgbt. Serve invece concentrarsi e rimboccarsi le maniche, per realizzare una Piattaforma unitaria, con la richiesta al Governo di atti legislativi per la sicurezza delle persone omosessuali, ma soprattutto di politiche mirate e concretate in atti non coercitivi, volti a promuovere nelle Scuole e nella intera Società, il significato, l’importanza e il valore della convivenza civile, sociale e culturale, necessari al nostro Paese dichiarato nel Mondo democratico.

Giuseppe Lo Presti
consigliere comunale Vimodrone
incaricato Pace e Cooperazione Internazionale
cell: 338/1234487 www.giuseppelopresti.it


3 Commenti
09-09-2009, 13:57
Volevo fare una precisazione... La fiaccolata non è stata organizzata dal "Gruppo We Have a Dream", che opera su Roma. La manifestazione (come è scritto sul gruppo facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=266853445716) ha semplicemente preso spunto dalla manifestazione "We have a dream" ed è stata riproposta a milano, però da un altro gruppo organizzatore.
daniele
09-09-2009, 13:24
associazioni e mivimenti avevano i loro rappresentanti ieri sera alla fiaccolata, ma senza simboli come era stato chiesto.
09-09-2009, 12:39
Salve Giuseppe,

mi dice a quali rivoluzionari cambiamenti politici e sociali hanno portato gli ultimi Pride e le ultime manifestazioni delle associazioni LGBT in Italia? Mi sa che non hanno raggiunto nessun obiettivo concreto. Faccio parte di un'associazione LGBT ma iero ho partecipato con piacere alla manifestazione a Milano e ne sono fiera: è stato un bel momento di aggregazione e la mancanza di simboli e bandiere ha reso il tutto ancora più coinvolgente e partecipato. Mi spiace ma non sono d'accordo con lei: credo che le associazioni dovrebbero cominciare a prendere esempio da questi movimenti spontanei e dovrebbero incoraggiarli anziché condannarli come "inutili". Anche perché non mi pare di aver visto segnali di cambiamento delle strategie del movimento LGBT italiano negli ultimi 30 anni. Cordialmente
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